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Greenfield e brownfield: significato e differenze

Pubblicato il Aggiornato il

Il sito di Gas Works Park a Seattle nel 1973, un'ex officina del gas sulla riva del lago prima di diventare un parco.
Foto: Seattle Municipal Archives, CC BY 2.0, Wikimedia Commons.

Un sito greenfield è un terreno mai edificato: un campo, un bosco, un prato ai margini della città. Un sito brownfield è un terreno già edificato che oggi è vuoto o sottoutilizzato (in italiano si parla di area dismessa), spesso con le platee, i capannoni o le contaminazioni dell'uso precedente ancora presenti. Le due parole indicano anche due tipi di progetto software, e l'ultima domanda di questa pagina ne parla.

La differenza in una riga

Il greenfield non ha un passato di cui occuparsi. Il brownfield sì, e il costo di costruire lì è il costo di fare i conti con quel passato.

GreenfieldBrownfield
Già edificato in passatoNoSì, e l'uso è terminato
Cosa c'è oggiColture, erba, alberiEdifici vuoti, platee, suolo impermeabilizzato
Costo prima di costruireStrade, tubazioni, una battaglia urbanisticaDemolizione, indagine sul terreno, bonifica
Cosa dice la politica urbanisticaProteggerloRiutilizzarlo per primo

Come si riconoscono dall'alto

Il greenfield appare come una trama senza linee rette al suo interno: le strisce di un campo arato, la chioma irregolare di un bosco, una siepe come unico confine.

Il brownfield appare come una geometria che ha perso il suo scopo: platee rettangolari con le erbacce nei giunti, un tetto sfondato, binari di raccordo che non portano da nessuna parte, recinzioni attorno al nulla.

Il margine di un villaggio dell'Eure-et-Loir sull'ortofoto IGN: campi arati, una siepe e un bosco come unici confini, e il quartiere residenziale che si ferma all'ultima particella.
Greenfield: le particelle tra le ultime case e il bosco. Ortofoto: IGN, BD ORTHO, licenza aperta.
L'ex raffineria di Petit-Couronne vicino a Rouen sull'ortofoto IGN: serbatoi di stoccaggio, piazzali vuoti dove i serbatoi sono stati rimossi, strade interne che non servono più nulla.
Brownfield: la raffineria di Petit-Couronne, chiusa nel 2013. Ortofoto: IGN, BD ORTHO, licenza aperta.

Il caso che inganna di più è il prato rasato. Un'officina del gas coperta e inerbita vent'anni fa, dall'alto, sembra un parco. È ancora un brownfield, e il registro lo dice.

Come distinguerli in QGIS

  • Guarda le immagini. L'ortofoto nazionale o una mappa di base satellitare, a circa 1:2.000. Applica i due indizi visti sopra.
  • Guarda il passato. Un cursore di immagini storiche (Remonter le temps dell'IGN in Francia, USGS EarthExplorer negli Stati Uniti). Una particella che nel 1990 aveva degli edifici e oggi non ne ha è un brownfield, qualunque cosa dica l'erba.
  • Controlla il registro. Cartofriches in Francia, il Brownfield Land Register del comune in Inghilterra, la mappa Cleanups in My Community dell'EPA negli Stati Uniti. Se la particella è nell'elenco, la questione è chiusa.

Cosa contengono i registri: Rouen e Birmingham, contate

Attorno a Rouen, i brownfield confermati dall'inventario nazionale francese coprono più superficie di quella che la metropoli ha costruito su terreni agricoli, boschi e aree naturali nei dieci anni fino al 2021: 784 ha su 222 siti, contro 665 ha. Li abbiamo contati il 23 settembre 2026 a partire da Cartofriches (esportazione del 15 giugno 2026) e dai dati sul consumo di suolo del Cerema per i 71 comuni della Métropole Rouen Normandie.

Métropole Rouen Normandie, 71 comuniSitiEttari
Friche senza progetto110228
Friche con un progetto in corso112556
Friche già riutilizzate92218
Greenfield edificato, dal 2011 al 2021665
Greenfield edificato, dal 2021 al 2025185

Solo le friche senza progetto sono terreni che nessuno ha ancora rivendicato. Con 228 ha equivalgono a circa 3,4 anni di consumo di suolo greenfield al ritmo del 2011-2021, o a 4,9 anni al ritmo più lento da allora. La raffineria di Petit-Couronne nell'immagine aerea qui sopra corrisponde a tre voci: 59 ha già riutilizzati, poi 103 ha e 19 ha con un progetto logistico.

Mappa dei 71 comuni della metropoli di Rouen con le friche confermate in arancione (senza progetto) e in blu (progetto in corso), accanto a barre che confrontano i loro ettari con i terreni greenfield edificati dal 2011.
Métropole Rouen Normandie. Friche: Cartofriches, Cerema, 15 giugno 2026. Consumo di suolo: Cerema, dal 1° gennaio 2011 al 1° gennaio 2025. Conteggio di TerraLab del 23 settembre 2026.

Un registro inglese elenca i siti per abitazioni, non tutti i brownfield

I registri inglesi rispondono a una domanda più stretta: quali siti già edificati il comune ritiene adatti all'edilizia residenziale. Quello di Birmingham, aggiornato il 5 dicembre 2025, elenca 703 siti attuali su 603 ha. Tre siti su quattro (76%) hanno già il permesso di costruire, ma coprono solo il 40% della superficie. I lotti piccoli sono già approvati; 9 dei 17 siti sopra i 5 ha non lo sono.

Cosa ottieni caricandoli in QGIS

Ognuno dei 36.241 siti di Cartofriches ha un perimetro, quindi puoi misurarlo, intersecarlo con le tue particelle o ritagliare le immagini su di esso. Il file nazionale inglese su planning.data.gov.uk fornisce un punto per 28.133 delle sue 29.941 voci senza data di fine e nessun perimetro: la forma si trova in una planimetria collegata a ogni riga, e la superficie è un numero inserito dal comune.

Nessuno dei due registri chiarisce la contaminazione. Cartofriches indica l'inquinamento del suolo come sconosciuto su 31.315 siti (86%) e come confermato su 516. I registri inglesi non hanno alcun campo sull'inquinamento: la colonna "hazardous substances" riguarda l'autorizzazione per le sostanze pericolose, e solo 183 voci la compilano.

Come abbiamo misurato

Abbiamo tenuto i siti di Cartofriches contrassegnati "friche sans projet" o "friche avec projet" e sommato la superficie dei loro perimetri, che non si sovrappongono. Le 124 friche "potentielles" restano fuori: non sono verificate, e una è un possedimento comunale di 365 ha. Il consumo di suolo greenfield è il dato del Cerema sul consumo di terreni naturali, agricoli e forestali per qualsiasi uso, ricavato dai file dell'imposta fondiaria, quindi non è misurato come il perimetro di una friche. I dati di Birmingham vengono dal foglio di calcolo del comune. Licenze, come dichiarate dai fornitori: Licence Ouverte 2.0 per entrambi i dataset del Cerema, Open Government Licence v3.0 per planning.data.gov.uk. Una metropoli e una città sono due luoghi, non un tasso nazionale.

Le domande più frequenti

Un brownfield è sempre contaminato?

No. Nell'uso britannico brownfield significa già edificato, e un ex parcheggio pulito rientra nella definizione: il National Planning Policy Framework definisce il previously developed land come "land which has been lawfully developed and is or was occupied by a permanent structure", e la voce brownfield land del suo glossario rimanda a "Previously developed land". Nell'uso americano la parola fa pensare a una possibile contaminazione: l'EPA statunitense definisce un brownfield come "a property where expansion, redevelopment or reuse may be complicated by the presence or potential presence of a hazardous substance, pollutant or contaminant". Nemmeno i registri aiutano: Cartofriches indica l'inquinamento del suolo come sconosciuto sull'86% dei suoi siti, e i registri inglesi non hanno un campo sull'inquinamento. Per un sito specifico risponde solo un'indagine sul terreno.

Cos'è una friche?

È la parola francese per un'area brownfield, in italiano un'area dismessa. Dal 25 agosto 2021 il codice dell'urbanistica la definisce, all'articolo L111-26, come qualsiasi bene "inutilizzato, il cui stato, configurazione o occupazione non ne permette il riutilizzo senza un intervento o lavori preliminari" (traduzione nostra). L'inventario nazionale è Cartofriches, gestito dal Cerema: il 15 giugno 2026 elencava 36.241 siti, di cui 20.487 friche confermate, 14.020 potenziali ancora da verificare e 1.734 già riutilizzate.

Cosa significano greenfield e brownfield nel software?

Un progetto greenfield parte da zero. Un progetto brownfield modifica un sistema già in funzione, con tutti i suoi vincoli. La metafora è la stessa: da una parte un sito pulito, dall'altra uno con un passato da aggirare.

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